
Partita IVA da osteopata: ATECO, forfettario e tasse spiegati semplice (2026)
Aprire la partita IVA è uno dei primi scogli per chi inizia a lavorare come osteopata. Tra codici ATECO, regimi fiscali, contributi e adempimenti è facile sentirsi persi — e la paura di sbagliare blocca molti sul più bello. Mettiamo ordine, in modo semplice e senza gergo. (Nota importante: questa è una panoramica informativa e non sostituisce il tuo commercialista, che resta la figura giusta per la tua situazione specifica.)
Il primo passo: il codice ATECO
Per l’attività di osteopata si utilizza in genere il codice ATECO 86.90.29 (“Altre attività paramediche indipendenti”). È il codice che identifica la tua attività e da cui dipendono diversi aspetti fiscali. Sceglierlo correttamente in fase di apertura ti evita correzioni e complicazioni successive.
Il regime forfettario: spesso il più conveniente all’inizio
Molti osteopati che iniziano scelgono il regime forfettario. In sintesi, prevede:
- un’imposta sostitutiva agevolata, con aliquota ridotta al 5% per i primi 5 anni in caso di nuova attività (poi 15%);
- una tassazione calcolata su una percentuale dei ricavi (il coefficiente di redditività), non sull’intero incassato;
- una gestione semplificata, senza IVA in fattura e con meno adempimenti.
Attenzione ai limiti di ricavi e ai requisiti previsti dalla legge: il forfettario conviene a molti, ma non a tutti e non per sempre. Va valutato caso per caso con il commercialista.
L’iscrizione all’Ordine e la professione sanitaria
Con il riconoscimento dell’osteopatia come professione sanitaria, l’inquadramento della professione è cambiato ed è in evoluzione. È fondamentale informarsi sull’iscrizione agli elenchi e all’Ordine di riferimento, perché incide sul modo in cui puoi esercitare. Ne parliamo nel dettaglio nell’articolo dedicato a osteopatia professione sanitaria.
Contributi e tasse: quanto mettere da parte
L’errore classico dei neo-osteopati è spendere tutto l’incassato e ritrovarsi impreparati alle scadenze. Una regola prudente è accantonare da subito una quota di ogni incasso per imposte e contributi, tenendola su un conto separato. Così, quando arrivano le scadenze, i soldi ci sono già e non vai in ansia.
Parla con il tuo commercialista per stabilire la percentuale giusta in base al tuo regime e alla tua situazione contributiva: meglio accantonare un po’ di più che trovarsi scoperti.
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Gli errori da evitare all’inizio
Oltre a non accantonare nulla, i neo-osteopati sottovalutano spesso tre cose:
- Non separare i conti. Tenere insieme incassi personali e professionali rende impossibile capire come va davvero lo studio.
- Non emettere le fatture correttamente. Regole su fattura elettronica e marca da bollo vanno conosciute fin da subito.
- Pensare solo al fisco e non ai pazienti. Metterti in regola ti permette di lavorare; farti trovare dai pazienti è ciò che ti fa fatturare. Le due cose vanno costruite in parallelo.
Aprire lo studio: i costi di partenza
Oltre alla parte fiscale, considera i costi di avvio: locale, attrezzatura, arredo, assicurazione professionale e la parte di comunicazione (sito, scheda Google, primi contenuti). Pianificare un piccolo budget iniziale per farti conoscere è importante quanto comprare il lettino: senza pazienti, anche lo studio più bello resta vuoto.
Domande frequenti
Quanto costa aprire la partita IVA da osteopata?
L’apertura in sé ha costi contenuti; le voci principali sono la consulenza del commercialista e i contributi previdenziali. I costi maggiori riguardano l’avvio dello studio (locale, attrezzatura, assicurazione).
Conviene il forfettario o il regime ordinario?
Per la maggior parte di chi inizia, il forfettario è più semplice e conveniente, entro i limiti di ricavi previsti. La scelta va però fatta con il commercialista, valutando spese, previsioni di fatturato e situazione personale.
Devo iscrivermi a una cassa previdenziale?
Dipende dal tuo inquadramento e dalle norme vigenti per la professione. È uno dei punti da chiarire subito con un consulente, insieme al tema dell’iscrizione agli elenchi/Ordine.
In sintesi
ATECO 86.90.29, valutazione del forfettario, iscrizione corretta e accantonamento costante di una quota di ogni incasso: queste sono le fondamenta fiscali. Poi viene la parte che decide davvero il tuo reddito, cioè riempire l’agenda. Se vuoi il metodo completo per farlo, scarica la Guida OSTEO FLOW qui sopra.
